venerdì 31 gennaio 2014

Maria Sciarnamei, o l’insostenibile leggerezza del disegnare

di Simonetta Sandri

Il disegno è la sincerità nell'arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto. Salvador Dalì. E questi sono davvero molto belli… vedrete…



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Ho scoperto per caso i disegni di Maria Sciarnamei, non mi sono, quindi, potuta trattenere dal contattarla per sapere qualcosa di più di lei, delle sue idee, della sua storia, dei suoi pensieri e dei suoi sogni, perché volevo presentarvela e condividere con voi questa bellezza che appare su fogli incantati di carta di Fabriano dai colori e dai sapori antichi
 
Quello che mi ha colpito subito è, sicuramente, la dimensione di leggerezza e di fiaba di un tratto giovane e fresco. Sapete poi, ormai, quanto io ami il mondo delle favole, quanto io sia capace di perdermici nelle domeniche invernali o nelle sere buie e solitarie.
Se di Maria avevo intravvisto molti aspetti e tratti a me comuni, alcuni scambi di email con lei mi hanno confermato che avevo visto giusto. Mi piacevano il suo cuore in gabbia, i suoi animali quasi umani, i colori del Nord Africa. C’erano tutti gli elementi per parlarvene. Dovevate assolutamente vedere di cosa era capace e potervi ispirare anche voi, per volare, volteggiare, correre lontano, sentirvi leggeri, ritornare bambini spensierati
Nata a Brindisi 33 anni fa, questa giovane illustratrice ha studiato a Perugia e si è in seguito dedicata alla serigrafia e alla grafica, con una parentesi ad Agadir. Maria mi dice di essere un po’ introversa, di amare trascorrere tempo in solitudine a rifugiarsi in un mondo incantato. Un mondo suo. Sono come lei, per questo mi piace, è meraviglioso avere un angolo proprio dove sentirsi al sicuro, dove rivivere i bei ricordi e magari ripensare all’infanzia, quando baci, abbracci, caramelle e storie erano le uniche cose che contavano. Incamminiamoci, allora, con lei in questo mondo, accarezzati solo dal fruscio delle foglie.


Disegnare la rende felice, mi scrive, e, lasciatemi dire, si vede. Insieme a lei percorriamo qua e là le campagne, i giardini, i boschi, i ruscelli, i cieli, insomma tutti i posti degni delle fiabe, quelle delicate e di fantasia, ma anche quelle un po’ più reali. Un po’ più reali come quella della bella tavola del cuore in gabbia, la prima che mi ha colpito, che scopro poi da Maria essere una delle sue prime. Chi di noi non ha mai temuto che la propria favola d’amore potesse trasformarsi in una gabbietta dorata… Mi ricordo allora una bella frase della grande Claudia Cardinale, per la quale L'amore è una gabbia con sbarre di fortuna. E i tratti della gabbia di Maria li voglio vedere e immaginare leggeri. Ci piace pensarla così.



Qualcuno di voi ricorda, poi, sicuramente le parole della bella e indomabile Holly, in Colazione da Tiffany, che tuonava "Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia”. Il buon Paul argomentava "Non voglio metterti in gabbia, io voglio amarti” e Holly rispondeva "È la stessa cosa". Sorrido a rileggere le parole di Paul: "Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa". Ci piacerebbe vedere e suggerire, allora, a Maria, di fare un altro disegno, dove la gabbietta sia aperta o magari scomparsa…
Dopo questo breve tuffo nel romanticismo, vogliamo continuare a viaggiare fra i colori. Ci spostiamo in Marocco, anche qui conoscete il mio legame con le luci, gli odori, i sapori e le sensazioni del Nord Africa. Algeria-Algeri e Libia-Tripoli, per me, Marocco-Agadir, per Maria, sono stati tappe estremamente importanti. Credo che entrambe abbiamo ancora addosso i sapori e gli odori di quei posti, quelli pungenti e quelli sensuali, la sabbia del vento del deserto, il suo fruscio. Ancora abbiamo impresso il ricordo delle grandi differenze, del lusso e della miseria di certi quartieri, del romanticismo delle architetture ricamate come merletti. Algeri e Agadir, le bianche, dove il suono dei vocii è leggero e cantilenante, cosi come cantilenante era il richiamo alla preghiera di quel muezzin lontano che ti svegliava di soprassalto di prima mattina o che ti ricordava alla sera che era forse ora di pensare ad altro. Le gradazioni del blu si rispecchiavano nei nostri occhi dal mare color pervinca, il giallo invadeva le strade, le lucine erano filtrate dai vetrini di lanterne che illuminavano negozi e luoghi dove ci si fermava a sorseggiare un forte tè alla menta. La magicità di quei vetrini che proiettavano ombre e disegni sui muri crepati, quasi un caleidoscopio colorato che da bambini ci faceva volare con la fantasia, ci porta al disegno di Sharāzād, dai lunghi capelli di seta, che, con le sue sognanti e lunghe favole, conquista libertà e amore. Mentre la luna osserva, soddisfatta, specchiando il suo sorriso sul viso delle sue amiche stelle, all’ombra di una nuvola di panna e all’alito di un vento leggero.


Dal Marocco misterioso, ritorniamo ancora, con Maria, al suo giardino d’infanzia. Marocco terra di giardini incantati, Puglia luogo di altrettanto magici giardini. Maria mi racconta che quello della nonna era ed è un piccolo giardino di periferia, oggi non più bello come prima. Allora era pieno di fiori, margherite, rose, bocche di leone ed era circondato da enormi pini, dove si arrampicava spesso e sui quali trascorreva molto tempo. Passando i lunghi pomeriggi estivi in quel giardino, lo popolava di gnomi, spiritelli e fatine, chiedendo ai suoi parenti di raccontarle fiabe o storie di fantasmi. Probabilmente molti dei suoi disegni sono ispirati a quegli anni delicati, lontani dai quei pensieri e dolori che ti tolgono il fiato quando sei diventato grande. Ecco, allora, che in quel luogo magico prendiamo il tè con una volpe. E se il rito inglese del tè delle cinque pomeridiane è caratterizzato da pesanti e cesellate teiere, pronte ad essere versate nelle tipiche tazze in fine porcellana dipinte a mano e accompagnate da bricchi di latte, torte, marmellate e biscotti imburrati, qui non vi è nulla di tutto questo. Solo una volpe, un po’ triste, foglie che cadono e colori autunnali.

Ma stiamo arrivando noi, con la nostra sedia leggera di paglia e la nostra voglia di raccontare e disegnare, perché, nella tradizione popolare, si dice che quando spesso si sogna (qui si disegna…) il tè, ci sentiamo bene, rafforzati da una grande serenità interiore, e da una profonda fiducia in noi stessi. Nulla ci spaventa, e sapremo affrontare impegni e quotidianità. Non dimentichiamo, però, la natura esotica del tè, che esprime spirito d’avventura, attrazione per luoghi lontani e incontaminati. E qui luoghi lontani e avventura non mancano, ci sono stati, continuano e continueranno ad esserci. Un gesto delicato e via. Un gesto che non nasconda segreti né malefici, ma solo gentilezza.

In quel giardino fatato dell’infanzia, un po' tutti raccontavano storie, nonna aveva un vasto repertorio di filastrocche e storie popolari, immaginiamo gnomi che abbandonavano pentole d’oro per farvi nascere gli arcobaleni, una prozia raccontava una versione bellissima della favola di Cenerentola: lei andava al ballo per tre sere consecutive e ogni volta con un abito diverso, la prima sera con un abito color del cielo e trapuntato di stelle, la seconda con un abito color del mare e la terza con un abito con i colori dei fiori. Ecco la Cenerentola con l’abito color del cielo… rivolta a lui come si guarda un innamorato…

Siamo pronti per sognare ancora allora, aspettiamo che Maria ci aiuti in questo. E magari anche nel farli diventare un po’ realtà. Perché se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney

Tutte le immagini sono Copyright © by Maria Sciarnamei.

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Articolo Copyright © by Simonetta Sandri

4 commenti:

didi deghenghi ha detto...

Magnifici disegni... favolosi
Grazie Simonetta
Grazie Contatto

didi deghenghi ha detto...

Bellissimi disegni... favolosi
grazie simonetta
grazie contatto

sil ha detto...

Grazie Simo, bellissima storia che ha dato vita a splendide illustrazioni!

Simonetta Sandri ha detto...

Intento riuscito allora quello di far conoscere Maria...

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