martedì 19 agosto 2014

Libellule

Diario di “Libellule”

di Veronica D'Appollonio

La silloge Libellule, che segna il mio esordio come autrice, è una raccolta di ventisei testi, composti interamente nell’arco di otto mesi tra gennaio e agosto del 2013, alcuni scritti di getto e dettati da una fulminea ispirazione del momento, altri scaturiti da una scrittura più meditata e consapevole, al di là di qualunque pretesa letteraria e di ogni ambizione di pubblicazione.



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La scrittura è una sorta di catarsi, di redenzione della parte arida e tenebrosa della propria individualità in un percorso solitario verso le luminose oasi del pensiero. Si scrive essenzialmente per raccontarsi e raccontare a se stessi, prima ancora che ad altri, la parabola delle proprie emozioni. Contravvenendo alla cosiddetta “lex operis”, ai dettami imposti dal genere poetico, che spesso fanno della poesia una forma d’espressione aristocratica, snobisticamente autoreferenziale, accessibile unicamente a un ristretto pubblico di iniziati, ho scelto programmaticamente di rinunciare ad arcaismi, formule dotte, eccessi di complicazioni retoriche, adottando uno stile che riecheggia i moduli della prosa in un linguaggio semplice, colloquiale, di immediatezza espressiva per raccontare il microcosmo della mia intimità e descrivere brevi frammenti di storie di altre anime.


Le libellule, per me, sono piccole epifanie, illuminazioni improvvise, istanti rivelati che vibrano dei suoni delle voci segrete delle emozioni e si tingono delle fantasie cromatiche dell’immaginazione attraverso i “riflessi delle illusioni del tempo”.
Tutti i “frammenti di emozioni”, che animano i miei versi, tracciano un percorso interiore di maturazione personale, che ora riflette diversi momenti del mio vissuto, evocando ricordi lontani, come il dramma della disoccupazione nei versi di “Io non sono”, ora si riappropria consapevolmente degli orizzonti del presente nella riflessione di “Sulle rotaie del Tempo”, ora spazia con discrezione tra le stanze segrete di altre anime, come nelle liriche “Lettera di una madre” e “Raccontami”, ora si proietta nella speranza delle attese future, disegnando visioni immaginarie che sconfinano nella dimensione del sogno di “Chiudi gli occhi” e “Pescatore di sogni”. Nella consapevolezza del fatto che la poesia sia uno specchiarsi di anime, un auscultare silenzioso di battiti che pulsano all’unisono, al momento dell’inattesa pubblicazione, ho dedicato la mia silloge a tutte quelle persone, che sanno colorare di emozioni il grigiore di una giornata qualunque, sperando che il volo leggero delle mie Libellule possa far librare, in qualche modo, la loro immaginazione e le loro emozioni.

Articolo Copyright © by Veronica D'Appollonio

Sito Web editore dell'Ebook “Libellule”:


Europa Edizioni

4 commenti:

Anonimo ha detto...

grande iniziativa quella di parlare del proprio libro :)

Anonimo ha detto...

Essendo un'autrice esordiente e potendo contare su limitatissimi spazi per promuovere in qualche modo la mia silloge poetica "Libellule", dal momento che la visibilità è privilegio esclusivo degli scrittori già affermati, ho aderito con entusiasmo all'iniziativa proposta dal Direttore di "Contatto diretto". Veronica :)

Sara Fiorito ha detto...

Complimenti!!!!
Ottima presentazione e ottima scrittura. Ho letto il libro che, oltre ad aver avuto delle buone vendite, ha riscosso anche un grande successo.
Hai emozionato tutti con le tue poesie.
Sei una bravissima scrittrice!!
Un abbraccio da una tua fan:)

Anonimo ha detto...

Non so quanto possa essere imparziale il tuo giudizio, dal momento che ci conosciamo personalmente da anni, ma ti ringrazio infinitamente della stima , del supporto e dell'affetto, mia carissima Sara...!!!
Veronica :)

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