sabato 26 luglio 2014

La cuccagna

La cuccagna - Il cinema di Luciano Salce

di William Molducci

La cuccagna” è un film del 1962 diretto da Luciano Salce con Donatella Turri, Umberto D’Orsi e Luigi Tenco, tutti e tre alla loro prima esperienza cinematografica.
La storia, come l’Odissea, si sviluppa in diverse situazioni e con tanti personaggi, dividendosi tra momenti amari e grotteschi, con qualche divertente ironia, tante idee e inaspettate sorprese, come quella di Tenco che canta e suona con la sola chitarra “La ballata dell'eroe" di Fabrizio De André.


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Quest’opera è stata frettolosamente considerata “minore” nella vasta filmografia di Salce, che in quel periodo aveva ottenuto grandi soddisfazioni con “La voglia matta”, capostipite di un genere (o di una degenerazione) giovanile - vacanziero, inoltre, proveniva dal successo de “Il federale”, dove si rivelò Ugo Tognazzi.
Il film è ambientato in pieno boom economico, ma diversamente dal precedente “La voglia matta”, che descriveva le vicissitudini di un quarantenne nel pieno della crisi di mezz’età, Salce punta l’attenzione su argomenti particolarmente scottanti quali l’obiezione di coscienza, l’omosessualità, il suicidio e l’anti-militarismo.


Una delle scene più grottesche è quella in cui un colonnello, interpretato dallo stesso Salce, emula Napoleone ordinando ai suoi uomini di attaccare e aprire il fuoco nel corso di un’esercitazione. Ironia e sarcasmo non risparmiano imprenditori improvvisati, finanzieri senza scrupoli e cialtroni di varia specie, tutti intenti a sfruttare uno dei periodi d’oro dell’economia italiana. Sia “La voglia matta” sia “La cuccagna”, furono vietati ai minori di 14 anni, pur senza la presenza di scene violente o di sesso.
Le collaborazioni sono tutte di primo piano, infatti, oltre allo stesso regista, il soggetto porta la firma di Luciano Vincenzoni, Carlo Romano e Goffredo Parise, con il contributo di Alberto Bevilacqua; la colonna sonora è di Ennio Morricone, il quale insieme a Salce (alias Pilantra) scrisse anche le canzoni “Fra tanta gentee “Quello che conta, incise in seguito da Luigi Tenco. Erico Menczer, collaboratore storico di Luciano Salce e di Giuliano Montaldo, ha dato un tocco inconfondibile alla fotografia in bianco e nero del film. La presenza di un cast di giovani ed esordienti di talento, ha certamente giovato alla freschezza del film.




La trama descrive l’odissea di Rossella, una giovane ragazza in cerca del primo lavoro, necessario per rendersi indipendente e sfuggire a una famiglia ottusa e indifferente. Nella calura estiva di Roma la ragazza passa da una delusione all'altra, incontrando una serie di personaggi improbabili, arrivisti e profittatori, ma avrà la fortuna di conoscere Giuliano, un giovane introverso e arrabbiato interpretato da Luigi Tenco. In tanto squallore Giuliano è l’unica persona che cerca di aprirle gli occhi e la guida nella dura realtà della vita, mentre intorno a lei l'indifferenza di una classe borghese mediocre le ruba la giovinezza e le aspirazioni.
La ricerca dell’impiego è il pretesto narrativo per descrivere la società di quel periodo, che in certi aspetti non è troppo dissimile da quella di oggi; nei rari momenti in cui la ragazza torna a casa, trova la sua famiglia sempre davanti al televisore, “ostaggio” dei quiz di Mike Buongiorno e della pubblicità.
Giuliano ha ricevuto la cartolina-precetto e dovrebbe andare sotto le armi; ma questo è contro il suo convincimento. I due ragazzi, dopo un lungo peregrinare, decidono di porre fine alla loro vita (una tragedia che avrebbe coinvolto Tenco cinque anni dopo), ma desisteranno dal loro intento correndo mano nella mano, in un finale aperto e senza soluzioni preconfezionate.
L’interpretazione di Luigi Tenco è una rivelazione, il cantante genovese smette gli abiti di musicista per indossare quelli di attore, in un ruolo che forse gli assomiglia anche caratterialmente, dandogli spessore e credibilità. In precedenza aveva avuto soltanto un’occasionale esperienza in un fotoromanzo per la Bolero Film e in seguito fece brevi apparizioni in due film di carattere musicale.
Chi si aspetta un “musicarello” si sbaglia, qui ci troviamo di fronte a un film importante e alla prima prova di attore di Tenco, che avrebbe potuto cambiare il suo futuro, se soltanto ce ne fosse stata l’occasione.

La cuccagna” partecipò alla Mostra Cinematografica di Venezia del 2008 nella retrospettiva "Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato (1946-1975)", curata da Tatti Sanguinetti e Sergio Toffetti. La rassegna comprendeva una trentina di film del periodo definito il più “fiammeggiante” della storia del cinema italiano, rimasti a lungo sepolti in archivio o destinati alla visione notturna di qualche palinsesto, ma in genere trascurati dalle storie del cinema.
Il film rappresenta un ponte tra un tardo "neo-realismo" e la commedia all’italiana, uniti e amalgamati dalla pungente ironia e dai toni grotteschi tipici di Luciano Salce. Negli anni sessanta non fu considerato un capolavoro e dopo la programmazione nelle sale cinematografiche fu quasi impossibile poterlo vedere in televisione. Una delle poche eccezioni si deve all’emittente sarda “Videolina” e recentemente al canale Iris, che lo trasmette in orari per sonnambuli.
Il film di Salce, finalmente, è disponibile su DVD ed è reperibile nei migliori store on-line. Guardarlo con gli occhi di oggi è molto differente rispetto al passato; alcuni film non reggono il passare del tempo, altri acquistano una nuova considerazione.

Copyright © by William Molducci

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