di
Enrico Santodirocco e Martina Carminetti
Scrivere
è dialogare con se stessi, porsi domande e tentare di darsi delle
risposte. Dev’essere per tale ragione che approdare allo
sconosciuto mondo della scrittura è stato per noi inevitabile. Nel
nostro caso, infatti, la parte più intima della coscienza, quella
alla quale è doveroso fare appello quando s’impugna una penna o si
digita un tasto, non era dentro di noi, ma s’incarnava fuori, nella
persona che ci stava accanto.





